Invidia di gallo o… quesito FORLI

Invidia di gallo o… quesito FORLI

Sono un bel ragazzo di venticinque anni, molto apprezzato dal gentil sesso. All’inizio, in comitiva, ero il gallo delle ragazze e la cosa mi stava bene, perché le donne mi attraggono e a mio modo le amo un po’ tutte. Sono così delicate e calde, vado pazzo ad accarezzarle e tenerle strette fra le mie braccia, mi piace farle godere a colpi di lingua, per essere sicuro che hanno avuto soddisfazione e dopo, magari, venire dentro di loro.

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Pubblicità sublimi… anale

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L’effetto che gli organizzatori volevano conferire alla scenetta era senza dubbio quello di sbalordire il pubblico, ma mai avrebbero pensato che i risultati sarebbero stati così dirompenti; già, ma neppure immaginavano che i due protagonisti della curiosa messinscena si sarebbero abbandonati, nelle more dell’inizio della fiera, ad evoluzioni hard così calde da scatenare all’esterno del grande palazzo di vetro, autentiche scene di tifo calcistico, con commenti di coloro che, aguzzando la vista riuscivano a interpretare le pratiche hard realizzate dai due accaldatissimi protagonisti della scenetta pubblicitaria!

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L’insaziabile cognata

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Quando Luigi mi disse che avrebbe sposato Silvia, dentro di me, non potei che scuotere il capo! Silvia era una donna di quelle cui un solo uomo e un solo cazzo, non possono mai bastare! Lo si intuiva per il suo carattere impetuoso e quella luce toccante che le brillava negli occhi, quando guardava fisso un uomo. La sua bocca, ben disegnata e carnosa evocava le ambascie del pompino e le sue mani la stretta nervosa e pulsante del possesso! E Luigi la sposò! Con quella sua faccia da bambino spaurito… E una sera ricevetti un’affannosa telefonata da Luigi:

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Nel nome della Rossa

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Da tempo frequentavo la casa di Lella, dato che ero amico e compagno di scuola di sua sorella, Lella, bellissima e minuta come una statuina, non sembrava nemmeno della stessa famiglia della sorella, Federica.

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La dama di cuori

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Ha passato in rassegna più cazzi d’un sessuologo, ha avuto due mariti e troppi amanti per poterli contare, eppure per noi che eravamo suoi compagni di classe è rimasta la “Dama di cuori” che sognavamo nei nostri letti senza osare invitarcela. Ha conservato, se non accentuato, la sua aria altezzosa da nobildonna con la puzza sotto il naso. Ma ora sappiamo che è tutta una posa, che quella sorchetta che ci concedeva, a ognuno all’insaputo dell’altro, è diventata una delle sorcone più esperte del centro di Torino.

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